Suvereto e la Costa degli Etruschi

Suvereto e la Costa degli Etruschi

Vigne e oliveti, borghi medioevali e siti etruschi, terme e miniere disegnano il paesaggio della Val di Cornia. Una Toscana inedita dove vino e mare sono protagonisti.

È quasi un triangolo – scaleno e irrimediabilmente irregolare sul lato di costa che guarda al Tirreno e all’Elba e l’isola di Montecristo – quello che si disegna tracciando delle linee nette che da Suvereto, delizioso borgo medievale dell’Alta Maremma, si diramano verso Baratti e il suo incantevole golfo, da un lato, e Follonica dall’altro. È questo, grosso modo, il territorio della Val di Cornia, angolo autentico e ancora non troppo noto di Toscana dove c’è tutto, in piccolo e nell’arco di pochi chilometri, quel che rende la regione magica e amata da tantissimi visitatori italiani e stranieri: c’è il mare, quello bellissimo della cosiddetta Costa degli Etruschi, che passa dall’alternarsi di spiagge brillanti e multicolori, piccole baie e scogliere lambite dalle acque cristalline degli ultimi lembi di Mar Ligure a Baratti, appunto, alle spiagge ampie e sabbiose di Follonica.

Ci sono importanti testimonianze storiche, dalle necropoli etrusche del Parco Archeologico di Baratti e Populonia – come quella di San Cerbone, con le antiche sepolture affacciate sul mare – alle affascinanti miniere del Parco Archeominerario di San Silvestro. Ci sono centri affascinanti ancora circondati da antiche mura, come quelli – oggi vivaci – di Campiglia Marittima e Suvereto, appunto, ma anche il piccolo e suggestivo borgo di Populonia con la sua possente e panoramica Rocca e l’interessante Museo Archeologico, che si anima di turisti in cerca di scorci e souvenir. Ci sono terme dalle acque prodigiose, o che quanto meno assicurano una full immersion nel relax.

E c’è anche il vino, naturalmente: gran parte delle terre tra collina e pianura che un tempo erano dedicate alla coltivazione dell’olivo e degli ortaggi – carciofi, in primis: qui in primavera crescono i prelibati violetti – oggi sono ricoperte dai filari da cui nascono le bottiglie delle denominazioni locali: Suvereto Docg, Rosso della Val di Cornia Docg e Val di Cornia Doc. Una diversità che nasce da un “puzzle” di esposizioni e suoli diversi, tra marmi rosa e terre vulcaniche, e dall’influenza di Scirocco e Maestrale che arrivano dal mare. Nascono così non solo gli imponenti Supertuscan – rossi da blend di vitigni internazionali – come il celebre Redigaffi di Tua Rita o il Petra dell’omonima cantina della famiglia Moretti, ma anche espressioni più fresche di Sangiovese e Ciliegiolo, rosati di carattere e interessanti bianchi “marini” da vitigni autoctoni come Trebbiano toscano, Vermentino, Ansonica e Malvasia bianca, ideali nel loro insieme per accompagnare la cucina locale che va dal pesce fresco della costa a tortelli maremmani e cinghiale.